CARATTERE o TEMPERAMENTO … EDUCAZIONE o PREDISPOSIZIONE?

 

IPPOCRATE-CORPUS HIPPOCRATICUM, 435 a.C.

“Credo che il cervello rappresenti una grandissima forza nell’uomo…

Inoltre gli uomini devono sapere che la gioia e la felicità, il riso e lo scherzo giungono dal medesimo luogo da cui hanno origine anche dolore e preoccupazione, malumore e  pianto.

Attraverso tale organo noi pensiamo, vediamo, sentiamo e giudichiamo il bello e il brutto, il buono e il cattivo, il piacevole e lo spiacevole…

Sempre attraverso tale organo ci capita tuttavia anche di essere fuori di noi, percepiamo paure e spaventi, come pure sogni, errori inopportuni, preoccupazioni infondate …

Capire il cervello significa capire la natura dell’uomo.”

Gli sforzi scientifici si concentrano sul tentativo di capire al meglio e sempre di più “le regole del gioco” del comportamento umano.

Ciò rende assolutamente necessario occuparsi di quell’organo, che getta un ponte tra la fisicità e il comportamento: il cervello.

“Capire meglio il cervello per capire meglio l’uomo”: in generale possiamo soddisfare questo invito di Ippocrate?

Paul D. MacLean, studioso del cervello, direttore dell’istituto per la ricerca sul cervello e il comportamento presso la NIMH-National Institute of Mental Health ha dedicato la vita alla ricerca delle basi biologico-evolutive e dei meccanismi di azione del cervello mettendo accento sulla ricerca degli ordini e dei principi funzionali  del cervello che ci danno una delle chiavi del comportamento umano oltre lo studio dei processi cognitivi.

Richard Bandler e Jhon Grinder cofondatori della PNL negli anni 70, si sono impegnati a studiare la struttura dell’esperienza soggettiva e di quello che può essere calcolato da questo studio.

Ippocrate attribuì “grande forza” al cervello, in modo particolare anche alle emozioni come la gioia e il dolore, la felicita e la tristezza.

Anche MacLean considera le emozioni molto importanti.

Egli scopri la fonte delle emozioni e riconobbe il loro significato decisivo per la sopravvivenza del singolo e della specie in un profondo ambito cerebrale, a cui in passato era stato assegnato solo un ruolo subordinato in qualità di “rinencefalo”.

Partendo dalla sua scoperta questo ambito da allora venne indicato come “sistema limbico”, poiché come una specie di zona di confine (lat. limbus, limbo) esso divide le vecchie ragioni del cervello delle nuove.

La PNL invece è una metodologia basata sul principio che ogni comportamento ha una struttura. Infatti gli studi approfonditi in questo senso affermano che questa struttura può essere estrapolata, imparata, insegnata e anche cambiata.

 

Da sempre si è alla ricerca della conoscenza del come funziona l’essere umano , di come è fatto e cosa lo guida e lo influenza nella vita.

Innanzitutto l’umano nasce con un patrimonio genetico e biologico che non è a prescindere. Dopo inizia a conoscere ed esplorare il mondo che lo circonda.

Questo avviene attraverso le esperienze personali vissute direttamente ma anche da quello che la famiglia, la società, la cultura e la religione lo insegnano e quindi lo condizionano.

Questo è un dato di fatto.

Oggi siamo il risultato della somma di tutte queste cose . E noi per come siamo fatti, ognuno unico come essere umano ci ritroviamo a convivere nella società, nella stessa famiglia e nei gruppi di lavoro.

Ognuno con il suo modo di essere, il suo modo di fare, con modi diversi di vedere il mondo e con obiettivi di vita a volte diversi o a volte simili.

Per vari motivi ci ritroviamo in condizioni di dover conquistare qualcosa per raggiungere i nostri sogni. E questo si ritrova nell’ambito delle relazioni personali e delle relazioni di lavoro. Però spesso incontriamo difficoltà perché le altre persone non ci capiscono e abbiamo proprio difficoltà a farle capire la nostra posizione oppure la nostra offerta se si tratta di lavoro. Siamo inclini a credere o che noi non siamo capaci o che loro non ci arrivano.

Diventare consapevoli di chi siamo, come siamo fatti, come si formulano le nostre reazioni agli stimoli, essere in grado di organizzare le informazioni e le percezioni in modo da raggiungere risultati ritenuti impossibili in passato vorrebbe dire non solo allargare notevolmente la propria mappa del mondo ma anche affrontare con consapevolezza e serenità tutte le nostre esperienze personali, professionali e di vita in generale.

Oltre che capire noi stessi, riconoscere e capire anche gli altri, ci mette in condizioni di vivere al meglio ogni rapporto che si ha nella vita e ogni esperienza e smettere di accettare di rimanere nella prigione senza sbarre del proprio cervello.

 

Ma per fare questo, dobbiamo capire come è fatto l’essere umano e da cosa derivano le sue particolarità cosi diverse uno dall’altro.

Possiamo paragonare la struttura dell’umano, la sua personalità a un computer:

Di cosa è costituito un PC?

Da:

-Hardware-che è la nostra natura biologica con la quale veniamo al mondo fatta in base a un patrimonio genetico ricevuto dai nostri genitori e i loro predecessori; si potrebbe dire che la nostra biostruttura  influisce la nostra PERSONALITA’ in modo effettivo e non è sindacabile

-Software- che sono i nostri comportamenti-che possiamo sempre aggiornare

-Il Sistema Operativo-che di solito viene consegnato assieme al computer che noi prendiamo. Nel nostro caso è il nostro temperamento derivante dal nostro hardware (dalla predisposizione) quindi dalla nostra struttura biologica ereditata e quindi impossibile da cambiare o aggiornare

Ecco perché quando ci confrontiamo con situazioni di modellamento dove vogliamo prendere d’esempio una persona che ha successo e vogliamo imitarla potrebbe essere che non riusciamo. Invece di pensare che non siamo portati oppure che non siamo portati per quel settore …meglio approfondire il perché non lo siamo stati capaci e come bisognerebbe fare.

Poter differenziare ciò che siamo da quello che abbiamo imparato ad essere è il primo passo determinante nel comprendere, dal punto di vista del potenziale, l’unicità della nostra identità biologica.

Per fare una metafora, la nostra identità biologica è la casa che abbiamo ricevuto in consegna. Poi andiamo ad abbellirla con le tende e gli arredamenti dei nostri comportamenti. Quando” passano di moda” possiamo sempre cambiare le decorazioni. Ma la casa rimarrà sempre per come è stata costruita inizialmente e  farà da contenitore anche del nuovo “arredamento” allora quando avremo deciso di cambiarlo.

Chi siamo sta solo nel nostro cervello.

“ Nel cervello e solo nel cervello, hanno origine i nostri piaceri, le nostre gioie e i nostri dolori e le nostre sofferenze. Tramite il cervello pensiamo e vediamo”

Ippocrate

Non possiamo arredare a prescindere della nostra casa.

“E’ la forma della nostra casa che determina le misure e le forme dell’arredamento” che mettiamo dopo. Non possiamo fare finta che la casa è tonda se invece lo abbiamo costruita quadrata perché il temperamento con il quale si nasce non può cambiare proprio perché esso deriva dalla propria struttura biologica.

Ecco perché bisogna conoscere e riconoscere la “forma della casa” che noi abbiamo per iniziare a capire perché a volte non riusciamo in alcune imprese, perché e come cambiare strategia per riuscire.

Per capire com’è fatta questa casa , dobbiamo capire le tre componenti biologiche che influenzano la nostra personalità

E per fare questo ci viene in aiuto il metodo scientifico di analisi biostrutturale che ci aiuta a capire come il cervello organizza le strategie di base di ognuno di noi.

Perché è importante capire la nostra biostruttura? Perché tante volte si lavora su COSA fare e non sul COME fare.

L’analisi biostrutturale ci fornisce una chiara differenza tra CARATTERE e TEMPERAMENTO ovvero tra EDUCAZIONE e PREDISPOSIZIONE

E’ importantissimo capire perché tanti di noi soffrono di stress psicosociale di adattamento. Reprimiamo tante cose di noi per compiacere magari qualcuno…esempio per ritrovarci poi stressati, limitati e delle volte con dei disturbi e con l’insoddisfazione.

E questo l’analisi biostrutturale ce l’ho spiega benissimo appunto attraverso lo studio del cervello tripartito che ci fa luce in questa direzione. Infatti attraverso questi studi si capisce che spingere sulla parte caratteriale aumento lo stress e non migliora per niente la personalità che anche se non ci piace valutare ed accettare comunque è influenzata dal nostro temperamento.

Ed esso deriva dallo studio dell’evoluzione del cervello umano.

Il perché di questo studio deriva dalla volontà di ricercare la risposta sull’adattamento umano responsabile dello stress psicosociale .

Infatti per molti decenni si è dibattuto sulle possibilità umane di adattamento. E questo dibattito era tra coloro che sostenevano che tutto dipendesse dall’educazione e coloro che sostenevano che tutto dipendesse dalla predisposizione.

La nostra “casa “ già costruita sin dalla nascita e che costituisce la nostra PERSONALITA’ sta su due pilastri:

  • L’educazione
  • La predisposizione

All’interno di questa “casa” stanno le emozioni, i sentimenti, i progetti…

Disattendere la nostra predisposizione e fare leva solo sull’educazione genera “stress da adattamento” ed “inefficacia” per non dire sofferenza, obiettivi falliti e una vita non vissuta ma fingendo…

LA PREDISPOSIZIONE -il nostro sistema operativo” deriva dall’influenza del nostro cervello chiamato anche encefalo.

“L’encefalo consiste essenzialmente di tre parti uguali, pur diverse per struttura, funzioni e compiti, agiscono come fossero una sola” dice Prof. Dr. Paul MacLean.

E’ scientificamente provato che le fondamentali caratteristiche della personalità dell’uomo dipendono dal funzionamento individuale del suo cervello.

Professor MacLean ha dimostrato che il cervello umano consiste di tre ambiti, che hanno un età diversa che dipende dalla storia evolutiva e compiono differenti funzioni(struttura funzionale del cervello). Tuttavia questi tre cervelli cosi diversi devono lavorare assieme, a stretto contatto nel “cervello tripartito” e comprenderesi tra loro. In ogni caso ciascun cervello  mantiene le proprie “regole del gioco” del tutto specifiche.

1) IL TRONCO CEREBRALE (IL CERVELLO RETTILIANO)

E’ il cervello più antico. Infatti è il cervello che nasce con i rettili. Da cui anche il nome ed è la sede degli istinti , dell’autoconservazione e delle informazioni acquisite. Regola gli istinti primari come la fame, la riproduzione e la sopravvivenza

Lavora sul passato e sulle esperienze vissute.

 

2) IL DIENCEFALO (SISTEMA LIMBICO)

E’ il settore dell’autoaffermazione, della sopravvivenza attraverso la lotta o la fuga. E un’area più nuova del cervello che si e attivata con l’evoluzione ai mammiferi 225 milioni di anni fa. E’ la sede delle emozioni che generano reazioni spontanei a sistema binario soltanto: scappo o attacco. Infatti è la sede che gestisce le reazioni spontanei, le decisioni immediate, la dinamicità.

Lavora sul presente e sulla dinamicità.

 

3) LA NEOCORTECCIA

E’ il settore dell’autocoscienza, delle capacità di programmare e di organizzarsi.

E’ la parte attivata più recentemente cca 30 milioni di anni fa e coincide con l’evoluzione al neo mammifero, cioè l’uomo che sviluppa il linguaggio, la comunicazione e il pensiero logico.

E’ la sede della consapevolezza di sé,

dell’elaborazione di simboli e della progettazione.

Lavora sul futuro e sulla progettazione.

 

Soltanto dall’interazione tra la corteccia cerebrale istintiva-emozionale, il diencefalo impulsivo-emotivo e la neocorteccia razionale e fredda si genera il comportamento umano.

Ogni uomo ha un rapporto di influsso tra i cervelli, diverso e geneticamente predisposto, che diventa stabile in età adulta.

Dei tre ambiti uno è sempre dominante  e determinante per la struttura della propria personalità. Siamo sempre influenzati dall’azione combinata delle tre aree ma di queste tre c’è sempre una dominante.

Stabilire quale è la propria area dominante ci aiuta a comprendere perché in alcune situazioni abbiamo certi tipi di reazione e ci evita di giudicarci quando non riusciamo fare qualcosa perché ci aiuta a capire qual è l’approccio giusto per riuscire a raggiungere  un determinato obiettivo.

L’area dominante è responsabile delle motivazioni fondamentali, della caratteristica avente maggiore risonanza, come pure dei modelli base del comportamento nell’azione e nella reazione. Le altre due che si abbinano alla dominante in proporzioni diversi e minori giocano un ruolo essenziale nel realizzare diversamente i punti di forza della dominante come anche adempiere  le necessarie funzioni fondamentali nel sistema interattivo psicosomatico (esempio-le funzioni metaboliche).

L’analisi biostrutturale non è un test psicologico, ma un’autoanalisi senza giudizio di valore sulle strutture geneticamente rivendicate.

Questo tipo di autoanalisi si situa -servendoci dell’analogia precedente-sul piano del “sistema operativo non modificabile”(hardware) del “computer biologico” chiamato cervello e grazie ai dettagli forniti si possono comprendere, cambiare e adeguare le strategie che ci predispongono al meglio nell’approccio verso gli eventi, verso le persone, verso gli obiettivi e verso la vita in generale.

Su questa base, l’Enneagramma ci fornisce altri tre sotto tipi di personalità legate a ognuna delle tre aree del cervello cosi da poter offrire uno strumento raffinato ed efficace che ci permetta di comprendere il funzionamento della mente di chiunque e allo stesso tempo di rapportarci nei termini migliori in ogni ambito. Con questi presupposti sicuramente non dobbiamo più essere vittime degli eventi, delle emozioni indesiderati e delle sofferenze ma diventare consapevoli di ciò che siamo, di ciò che possiamo costruire e fare il tutto con estrema consapevolezza e quindi serenità e gioia.

Come aiuto complementare la PNL ci viene in aiuto col lavoro al livello dei “programmi di software” modificabili.

Appunto la PNL studia i comportamenti inconsci automatici (acquisiti per emozioni o ripetizione) e i metodi per modificarli e riscriverli.

Sapere che strategia usare nell’approccio della propria vita e nell’interazione con gli altri e come modificare i comportamenti inconsci automatici indesiderati, sicuramente può solo che rendere una vita più serena, felice, consapevole e piena di successi.

 

 

Estratto del libro :

IL SEGRETO PER AUMENTARE L’EFFICACIA NEL LAVORO E NELLA VITA

– Manuale operativo di applicazione nel network marketing-

A cura di Violetta Dima

Prossima uscita

 

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Violeta Dima

Violeta Dima

Sono Violetta Dima Practitioner, Master, Coach e Trainer of NLP certificata con Vincenzo Fanelli e la NFNLP (Florida – USA). Autrice del libro: Basta fallire nel network marketing e nella vita -Un viaggio a 360°tra il mondo interiore ed esteriore verso il tuo successo- Mi occupo di Network Marketing dal 1993. La mia nuova specializzazione nel campo della PNL è una logica conseguenza ed esigenza della mia esperienza vissuta nel campo del network marketing per poter approfondire le materie specifiche di crescita personale e tanto necessarie in questa professione. Personalmente ho affrontato il mondo del network marketing con tante paure, tanti incogniti e priva di ogni strategia consapevole. Nonostante i grandi risultati raggiunti nel tempo e per svariate volte, ho avuto i miei alti e bassi, i miei dubbi e la cosa peggiore non sempre ho vissuto questa esperienza con serenità, ma tutto l’opposto. Ho iniziato praticare il coaching nel settore del network marketing con l’obiettivo di aiutare concretamente le persone a superare i limiti personali che spesso fanno mollare prima di incominciare, di dare a loro strumenti pratici e concreti per affrontare la realtà di questo settore con professionalità e la cosa più importante aiutarle a praticare il network CONSAPEVOLE e non speculativo e traumatico. Il NETWORK MARKETING CONSAPEVOLE è la mia filosofia. Contatti: www.channelvioletta.com mail:info@channelvioletta.com phone:+39-3392529007
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